Rossini: Petite Messe Solennelle Roma, Lunedì 28 Giugno 2010.
Roma, Lunedì 28 Giugno 2010.
La Petite Messe Solennelle di Rossini, presentata domenica sera a S. Maria sopra Minerva dall’Orchestra ROMAinCANTO ed il Coro dell’Aventino era tutto fuorché “petite”.L’Orchestra sinfonica intera, il coro da 60 voci, più i quattro solisti l’hanno portata ad una solennità da basilica e cattedrale invece che da cappella, chiostro o cripta, come l’intendeva Rossini. Sebbene poco familiare con la versione orchestrale, mi è sembrato che questa disfacesse tutta la maestà, semplicità e schiettezza della versione “originale” per due piani ed harmonium (organetto) e 12 voci inclusi i quattro solisti. Rossini definì questa Petite Messe, come un “péché de vieillesse” e la tenne vari anni sotto revisione, firmandone infine una versione orchestrale poco prima della sua morte. La versione orchestrale presentata ieri, messa in confronto con, ad esempio, quella recente di Michele Campanella, rassomiglia ad Euripide interpretato da Dino de Laurentis o Cecil B. DeMille. Esuberanza, opulenza, ma anche “overkill”, sono le parole che sorgono in mente. Potenti il coro e l’orchestra, dominanti, e quindi un po’ deludente il disimpegno dei solisti, anchese cosparso di momenti brillanti e suntuosi. Nei momenti più sobri, spesso nelle parti da solisti,il relativo ammutolire del coro e dell’orchestra lasciava trapuntare qualche vestigio del vero Rossini. Finalmente, si è presentato, seppur con un’ottima prestazione della Soprano Federica Giansanti, anche il brano O salutaris, che ne Rossini, ne gli studiosi più autorevoli considerano parte della Petite Messe Solennelle.
L’autore, critico musicale in erba, sta seguendo un apprendistato pluriannuale presso il noto musicologo e critico, Dott. Giuseppe Pennisi.
Nessun commento:
Posta un commento